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Cortonogara 17 ottobre 2009 Stampa






5° Edizione della più famosa ed attesa Rassegna di Cortometraggi promossa dalla Stansetta di Camponogara


La serata inizia in sordina. Il pubblico prende posto con la consueta puntualità e nel frattempo scorre sullo schermo un medley dei più bei corti visti negli anni passati “IL MEGLIO DI”…molti ricordi per chi ha seguito Cortonogara fin dalla prima edizione del 2004, molte novità per chi per la prima volta ha scaldato la poltroncina rossa del Teatro Dario Fo (per il quale si ringrazia mille e mille e non più mille volte il Comune di Camponogara Immensamente Magnanimo e Clemente).

Il magistrale montaggio eseguito da Simon Buitre detto La Marmotta, già attivissimo membro della Make and Break ltd, è condito dalle tostissime riprese dell’edizione 2008 che vide scontrarsi sul palco Porfirio Rubirosa e Piersyncro Rebellato. D’un tratto, come in un sogno (o incubo), l’atmosfera diviene inaspettatamente onirica con l’apparizione di LUCHO CANARO – eroe mai dimenticato: trenta secondi di follia per presentare il primo dei grandi personaggi che animeranno la serata…Muttley, in carne e ossa!


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Parte il tributo al Billy Elliot premaorense, con uno spettacolo di danza classico/moderno/contemporaneo/postindustriale che lascia tutti a bocca aperta: Muttlay sa come tirare su una festa smorta (altro che Medrano!) e le sue evoluzioni sono acqua fresca che disseta gli animi avidi di grazia e stile. Un grande momento di spettacolo e arte, con la biografia del più grande interprete della danza tout court che scorre sullo schermo; un omaggio ad uno dei più grandi personaggi che il territorio camponogarese abbia mai offerto al mondo.

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Nel tripudio di ovazioni che seguono la performance, appare l’Anchorman che da anni conduce Cortonogara nel migliore dei modi (e dei mondi) possibili: Porfirio Rubirosa anche quest’anno è fra noi, con la sua eleganza, il suo inconfondibile stile, il suo fascino impertinente e spumeggiante. Dopo aver facilmente conquistato il pubblico con le sue doti di simpatico adulatore, dà il via alla proiezione dei corti de “IL MEDIO DI”, ovvero i Grandi Esclusi delle precedenti edizioni, sempre sostenuto dall’ineguagliata arte di Muttlay.


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La platea (e non solo lei) ignora che cosa la aspetta, ma inizia a sospettare che la serata potrebbe prendere pieghe davvero inconsuete. La platea…ha ragione! Entra in scena La Cantante, ospite sorprendente e spiazzante che canta ed incanta, incoraggiata da Porfirio Rubirosa che le strappa anche il BIS!!! A questo punto è chiaro che nessuno può più staccare le chiappe dalla poltroncina, e pazienza se il velluto rosso fa sudare! Qui il gioco si fa duro.


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Parte infatti il primo dei corti previsti per “IL PEGGIO DI”. Molte richieste sono arrivate da parte degli aficionados di Cortonogara che reclamavano a gran voce il diritto di vedere i corti più disastrosi collezionati negli anni dalla Commissione e opportunamente occultati al grande pubblico per ragioni di decenza e pudore. Ebbene, in questa 5° Edizione Deluxe nessuno viene risparmiato! Ma già da subito gli animi si scaldano ed il corto ribattezzato “Ho tanta bollia” (in realtà è Reason of life, bruttissimo e vergognoso) viene interrotto da un Porfirio imbizzarrito che si scaglia contro la regia della serata gridando “Ma cos’è questa merda!?” e continua il severo richiamo esigendo “il mix” del Peggio Di, come concordato, e non “questa merda”.


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Dunque calano le luci e si assiste allo scherzo del secolo, a proposito del quale nessuno ha ancora identificato la vittima (la Commissione? Il Pubblico? I corti de “Il Peggio Di”? Nessuno dei precedenti? Tutti i precedenti? Babbo Natale? Ludovico Ariosto?). I tre commissari, Buitre Woo e Rebe, vengono immortalati, grazie alla complicità di Massimetto, durante la visione dei peggiori corti di sempre: li vediamo ridere, imprecare, criticare e criticarsi, sorridere, rabbuiarsi, incazzarsi, prendersi a male parole, alzarsi e andarsene stizziti, nella cornice di un “mix” incandescente fatto di recitazioni improbabili, attori con cachi crudi al posto della lingua, sceneggiature scalcagnate, soldi spesi senza alcun criterio e ridicole produzioni. Ecco dunque IL PEGGIO DI, così come nessuno se lo sarebbe immaginato: sguardi attoniti e leggermente imbarazzati sottintendono tutti la stessa domanda…ma i se gà incassà pa davèro? E formulano tutti la stessa irripetibile considerazione su Rebe.


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Arriva il momento degli onori da rendere al più apprezzato e acclamato autore di tutte le edizioni di Cortonogara: Astutillo Smeriglia, in arte Antonio Zucconi, anche quest’anno è presente in sala per ritirare il premio più prestigioso e singolare, quello alla carriera. Nella tradizione cortonogarese, il riconoscimento viene offerto con una targa finemente incisa da schiavi curdi e tagiki e reca la dicitura “Premio Biancaneve alla Carriera – Antonio Zucconi”. Ma le sorprese non sono affatto terminate e durante la storica premiazione 5 strumentisti – i Frenico Brass Quintet, sguinzagliati dall’organizzazione e coadiuvati da un complice Muttlay, irrompono sul palco dietro gli ignari Porfirio e Astutillo ed iniziano a suonare la marcia trionfale dell’Aida per celebrare degnamente il momento topico. Porfirio non trattiene le lacrime e, mantenendo egregiamente il palco, si rende conto che anche lui (si, proprio lui!) stasera ha ricevuto la sua sorpresa spiazzante!


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Ma altre vittime stanno per essere prese in contropiede: gli allegri e incorruttibili selezionatori, già (in)volontari protagonisti de IL PEGGIO DI, vengono chiamati uno ad uno sul palco per ritirare l’inaspettato Premio Commissione (altrimenti detto “Premio alla carrierissima”) ideato e promosso dalla Presidenza dell’Associazione La Stansetta. E’ il culmine di una serata all’insegna del Grande Varietà ed i nostri tre eroi calcano per la prima volta il fronte del palco di Cortonogara per ricevere il degno riconoscimento da parte dell’organizzazione e del pubblico.

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La platea è ormai al culmine, galvanizzata, l’entusiasmo si palpa a due e più mani e tutti si rendono conto di aver partecipato ad una delle migliori e più riuscite serate di spettacolo e Grande Varietà che Camponogara e frazioni abbiano mai avuto: loro potranno dire “io c’ero”.

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La serata si chiude con la visione dell’ultimo cortometraggio di Astutillo Smeriglia “Il Giorno del Jujitzu” che riscuote il consueto favore presso il pubblico, segue “Qualcosa di mai visto” – premio per il miglior corto scelto dal pubblico a Cortonogara 2008 – ed un interessante servizio andato in onda sul TG nazionale giapponese circa l’ondata di successi, critiche, dibattiti, dilemmi etici e tendenze fashion che la Coma Film sta producendo nel Paese della Grande Muraglia (grande muraglia giapponese?).

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A conclusione dell’indimenticabile serata, il consueto Dopofestival nei locali della Stansetta, dove tutti hanno goduto dell’esemplare ospitalità dell’Associazione fino a tarda notte.

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Grazie Cortonogara, per saperti reinventare ogni anno e regalare momenti così intensi ed unici!

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Addirittura il Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi si è pronunciato in merito con una poesia che riportiamo:Notturno impareggiabile insuperata festosità fiera ironia Verità celeste sensuale sorriso”

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Grazie a tutti, ci vediamo il prossimo anno.

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